La democrazia è davvero giusta? La scuola riesce oggi a garantire un futuro lavorativo a tutti? E il diritto di voto deve appartenere davvero a ogni cittadino, senza distinzioni, anche a chi arriva da altri Paesi?
Sono queste alcune delle domande che le alunne e gli alunni della classe prima della sezione A della scuola secondaria di primo grado “De Filippo-Vico” hanno rivolto alla sindaca Cinzia Aruta e all’assessore all’Istruzione Chiara Guida.
L’incontro, avvenuto nel palazzo comunale di piazza Cimmino, si inserisce nel progetto “Con la nostra voce”, parte del più ampio percorso di istituto “Costruire uno spazio di pace”. Il progetto nasce e si sviluppa interamente a scuola grazie all'impegno degli insegnanti. Proprio in aula le ragazze e i ragazzi hanno lavorato sul confronto, sull’ascolto e sull’organizzazione democratica, imparando a discutere, a rappresentare idee condivise e a costruire pensiero critico.
Nel corso delle attività, gli studenti si sono organizzati come una piccola comunità democratica: hanno individuato quattro portavoce, due segretari e dato vita a dei comitati tematici — ambiente e architettura, scuola e istruzione, economia e valutazione. Un lavoro che ha favorito la raccolta di riflessioni e domande maturate anche attraverso il confronto con famiglie e amici.
Proprio da questo percorso scolastico è nata l’esigenza di uscire dall’aula e portare le domande nello spazio pubblico. Non una visita simbolica, ma una scelta consapevole: andare in Comune per dare continuità a un’esperienza educativa che chiedeva di misurarsi con la realtà e con le istituzioni.
Le domande emerse non riguardavano questioni locali o contingenti, ma i grandi sistemi che regolano la vita collettiva: la partecipazione, i diritti, l’inclusione, il futuro. Un segno di maturità e consapevolezza che ha spinto la classe a chiedere un confronto diretto con le istituzioni, non per ricevere risposte precostituite, ma per rivendicare uno spazio di parola reale.
L’incontro ha rappresentato così un momento autentico di dialogo tra scuola e amministrazione, in cui la voce dei più giovani è stata riconosciuta come parte integrante della costruzione di una comunità fondata sulla pace, sull’ascolto e sulla partecipazione democratica.